Storia

Non è sicuramente facile riuscire a stabilire con esattezza l’origine delle attività teatrali a Pedaso, si sa per certo però che nel lontano 1880 si costituisce “La Filodrammatica”, ne è Presidente Don Angelo Borghè, parroco, e consiglieri sono un maestro e una maestra. Gli attori detti “Recitanti”, diretti dai maestri, si cimentano con poesie per lo più religiose e patriottiche e  cantano ad una sola voce e in coro. Il locale dove si recita è il capannone lungo la via della Fornace, addossato al muro di cinta ed è messo a disposizione dal Generale Bruto Bruti.

All’epoca della fotografia (1910), si recitano dialoghi, monologhi,  e farse; il Presidente è il maestro Vincenzo e sono consiglieri l’esattore Guglielmo Vittori e la maestra Grazia Luciani; gli spettatori siedono su panche e la scena è abbellita e arricchita dai due fondali, quattro quinte e il telone dipinti dal pittore Adolfo De Carolis. Il telone che si arrotola dall’alto in basso è di tela cerata rosso pompeiano con al centro tre mascheroni greci; si recita solamente nel periodo del Carnevale.

Dal 1920 al 1935 le rappresentazioni della Filodrammatica si svolgono nel locale del primo palazzo Bugiardini, in tutto il pianterreno sopraelevato, capace di contenere circa duecento persone, che siedono su sedie impagliate e numerate. Si paga il biglietto d’ingresso. In questo periodo, vari sono i presidenti e i consiglieri tra cui le maestre. I recitanti sono persone istruite e non, capaci di recitare commedie di autori famosi come il Niccodemi e altri dell’epoca;  gli attori principali sono: Ricci, Marini, Piatti, Attorresi, Mori, Luciani, Giacinti  (detto Jerò). E’ consigliere il Ten. Col. Augusto Bernacconi, aiutanti sono: la Contessa Vittoria Bruti e la signora Luisa Bugiardini che dona alla Filodrammatica un pianoforte. La pianista è la moglie del veterinario Ascani, la signora Passamonti di Fermo, è lei che prepara a cantare e a recitare la nostra concittadina Andreina Maria Mascaretti che si esibisce tra un atto e l’altro delle commedie rappresentate cantando le macchiette più in voga di quegli anni  (Campane, Spazzacamino, Violetera, Crinolina ecc).  In questo periodo emerge “Jerò” con i suoi stornelli e le sue trovate comicissime, tanto che i pedasini dicevano che era vietato l’ingresso alle donne incinte, perché c’era il rischio che potessero partorire dal gran ridere.

Nel periodo pre-bellico la Filodrammatica lascia il locale Bugiardini per trasferirsi nel salone dell’asilo. Qui si eleva un palcoscenico di circa 80 cm. d’altezza, si rimettono a posto i preziosissimi scenari, sempre ben mantenuti, che scompariranno, però, dopo la seconda guerra mondiale. La Filodrammatica continua comunque la sua attività fino agli inizi degli anni 50, poi si scioglie. Da allora si assisterà soltanto alle rappresentazioni teatrali dei bambini dell’asilo e dagli alunni delle scuole elementari e più tardi anche medie. 

Nel 1965 l’allora vice parroco Don Angelo De Carolis iniziò l’allestimento di un lavoro teatrale per soli uomini, in seno all’oratorio (chiesolina) ma, “La via segnata”, non andò mai in scena a causa della  partenza per il servizio militare di alcuni ragazzi del cast.

In seguito, nel 1972, fu il maestro Roberto Ricci che iniziò a provare con alcuni attori “L’antenato” di C. Veneziani,  ma  anche questo tentativo fallì in poco più di tre mesi.

Nel 1978,  un nutrito gruppo di amanti del teatro, con Pippo Capponi regista,  provò a portare in scena “Non ti conosco più” di A. De Benedetti ma, evidentemente, non si era ancora pronti e soprattutto la mancanza di una struttura dove poter fare la  rappresentazione, scoraggiò il gruppo fino al punto di farlo desistere.

Finalmente si arriva al 1986 quando alcuni appassionati, Pippo Capponi, Sandro Mori e Giuliano Ercoli, vogliono far rinascere il gruppo teatrale; sono incoraggiati dal sindaco di Pedaso dott. Luigi Marconi, che affida al consigliere comunale Donatella Mascaretti l’incarico di seguire i tre amici nella costruzione di una associazione culturale tendente alle attività teatrali: nasce così la “Filodrammatica Pedasina”. Il primo Presidente è  Pina Dominici e con il lavoro “Non c’è regola ahimè” di A. Saitta, la regia di Luigi Neroni di Acquaviva  il 14  marzo 1987  va in scena: è davvero l’inizio di uno splendido ininterrotto periodo che vede il G.T.P. esibirsi in oltre trenta paesi della regione con un infinità di repliche e con numerosi premi conquistati nelle rassegne. In questi anni, sono stati Presidenti anche Donatella Mascaretti, Filippo Talamonti, Franco Cameli, Olga Di Ruscio, Filippo (Pippo) Capponi; quest’ultimo, per oltre diciassette anni ha curato la direzione artistica del G.T.P. ed ha diretto quasi tutti i lavori teatrali (15) e  tutte le 7 rassegne di arte e spettacolo. Nella direzione tecnica si sono invece succedute varie persone, ci piace ricordarne una in modo particolare, il caro Pino Ciuti (siamo sicuri che da dove sta adesso ci rimprovera ancora quando non siamo precisi nei lavori e ordinati nel custodire i materiali).

Negli ultimi anni l’attività svolta è stata molto intensa, spaziando dall’organizzazione di spettacoli di arte varia, all’attiva collaborazione con le diverse associazioni pedasine, mettendo a disposizione “uomini e mezzi” sotto la direzione del presidente Giuliano Ercoli che ha portato il Gruppo Teatrale a raggiungere grandi successi nell’ambito regionale e non solo. Inoltre sono stati istituiti diversi “Corsi di Dizione e Recitazione” tenuti da insegnanti preparati che si sono sempre conclusi con l’allestimento di saggi molto apprezzati dal pubblico. Questi ci hanno dato la possibilità di pubblicizzare sul territorio il nostro lavoro e consentito di  coinvolgere nuove persone affinché questa tradizione possa proseguire nel tempo.